MOVEMENT AND GESTURE: A MULTI-SENSORY APPROACH TO MUSIC-MAKING WITH HEARING IMPAIRED PUPILS (Ita/Eng)

Traduzione all’Italiano dell’articolo tratto da Youth Music Network.

MOVIMENTO E GESTO: UN APPROCCIO MULTISENSORIALE ALLA MUSICA CON ALUNNI IPOACUSICI

Sounding Out è un progetto di ricerca triennale (attualmente arrivato al suo anno finale) che prevede la realizzazione di un programma di musica settimanale dedicato a ragazzi di scuola primaria e secondaria affetti da ipoacusia, frequentanti due scuole di Londra. Organizzato da Creative Future e sostenuto da National Foundation for Youth Music in collaborazione con il gruppo di ricerca diretto dalla Dott.ssa Deborah Vickers del The Ear Institute e il Professor Graham Welch dell’University College London e dell’Institute of Education UCL, si propone di investigare e valutare i seguenti aspetti :

• udito e percezione dell’altezza del suono

• apprezzamento e progressi musicali

• progressi non musicali (altri tipi di apprendimento)

In questo blog la nostra docente, Tiziana Pozzo, riflette sull’interazione tra il movimento, il teatro e la musica, concentrandosi sul perché un approccio multisensoriale sembri ottenere buoni risultati con questo tipo di studenti.2015-07-14 14.24.34.jpg

Durante le sessioni con i ragazzi abbiamo seguito una progressione di obiettivi partendo dalla detenzione del suono, la discriminazione dei parametri sonori quali l’altezza, la durata, il timbro e l’intensità; proseguendo con l’identificazione della sorgente sonora, il riconoscimento dei timbri; per arrivare alla produzione attraverso l’improvvisazione e la composizione. Questo percorso ci ha permesso di capire quanto un approccio basato su esperienze multi-sensoriali sia molto più soddisfacente e efficace nel lavoro con ragazzi affetti da ipoacusia.

È ormai noto che una persona ipoacusica trova maggior accesso al suono se esso è associato alla percezione tattile o visiva. Abbiamo così iniziato a pianificare le nostre sessioni tenendo sempre in considerazione questo aspetto, durante i giochi, le attività musicali e le performance.

Abbiamo così osservato che la combinazione visivo-sonora è stato ciò che ha coinvolto maggiormente i ragazzi. Particolarmente efficace è risultato essere l’uso del movimento del corpo come gesto descrittivo del suono.

Nel movimento i ragazzi hanno infatti scoperto uno strumento di comprensione e hanno potuto associare ad esso un significato musicale. Il corpo è diventato il fulcro per attivare la produzione sonora e il gesto è diventato fondamentale per accedere alla comprensione di molteplici elementi tipici del linguaggio musicale (pulsazione, volume, velocità, timbro etc.).

Abbiamo inoltre notato che la partecipazione dei ragazzi aumentava quando il movimento assumeva particolari significati simbolici ed espressivi. Descrivere una storia, associare un’emozione al gesto, interpretare un personaggio (come ad esempio un animale) motivandoli a utilizzare questo tipo di linguaggio, li ha aiutati a concentrarsi sugli elementi musicali.

L’uso del corpo in maniera espressiva è uno strumento di comunicazione utilizzato quotidianamente dalle persone con ipoacusia e quindi questa tipologia di gestualità è facilmente associabile agli insegnamenti musicali per i bambini.

Durante l’anno passato abbiamo avuto l’opportunità di collaborare con il gruppo di teatro della scuola sull’interpretazione del mondo animale. Abbiamo proposto ai nostri studenti di musica di descrivere musicalmente le scene dei loro compagni di teatro, interpretando i comportamenti degli attori con i suoni. Per esempio, durante l’imitazione dell’elefante da parte del gruppo di teatro, i nostri allievi hanno visualizzato in maniera chiara la diversa ritmicità tra il movimento della proboscide (realizzato dal movimento del braccio di uno degli attori) e il movimento delle orecchie (realizzato da un altro attore).

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Le osservazioni sugli aspetti visivi fatte dai ragazzi hanno permesso a noi docenti di introdurre elementi musicali quali il ritmo, la velocità e la durata che venivano sincronizzati con le azioni degli attori. Successivamente i suoni che descrivevano quei movimenti (lento, veloce, lungo, breve, aritmico, ritmici etc.) venivano poi analizzati e compresi insieme e infine trascritti, utilizzando comuni segni musicali o creando di nuovi simboli adatti alla comprensione dei ragazzi.

Questo approccio multisensoriale, essendo molto più vicino al naturale stile di apprendimento dei bambini, ci ha mostrato che il corpo può essere trasformato in una vera e propria partitura musicale, composta da grandi e piccoli gesti, ricchi di ritmo, volume, timbro e molti altri elementi. La natura visiva di questa attività permette ai bambini con ipoacusia una maggiore fruizione della musica e favorisce lo sviluppo del dialogo musicale.

Un report completo sui risultati del progetto e sui risultati della ricerca sarà pubblicato da Creative Futures in estate, insieme ad una dispensa per educatori musicali che lavorano con i bambini affetti da ipoacusia.

Tiziana Pozzo e Julian Knight, Creative Futures


ENG

Sounding Out is a three-year music programme with deaf and hearing impaired (HI) pupils, now in its final year. It involves weekly workshops in one primary and one secondary school, as well as a research element being undertaken by University College London to explore musical progression as well as impacts on the communication skills of participants. In this blog our lead practitioner, Tiziana Pozzo, reflects on the interaction of movement, theatre and music, and on why a multisensory approach seems to achieve good results with these students.

During the sessions we followed a progression of objectives starting with describing the parameters of sound such as pitch, duration, timbre and intensity; continuing with the identification of the sound source, and recognition of the timbres; and ending with musical production through improvisation and composition. This method allowed us to understand that an approach based on multisensory experience is much more satisfying and effective for children with hearing impairments.

It is widely accepted that a person with hearing impairments can access musical understanding more easily if sound is associated with tactile or visual perception. We plan our sessions with this in mind, during games, musical activities and in performance, and we have observed that the use of visual cues to instruct sound production engaged participants most effectively. We found that the use of body movement as a descriptive gesture of sound was the most successful of these visual cues. With movement, students discovered a tool for understanding and its associated musical meaning: the body became the fulcrum of the musical activity, and gestures added meaning to the different musical elements (pulse, volume, tempo, timbre etc.).

We also noted that children’s involvement increased when body movement took on particular symbolic and expressive meanings. For example, describing a story, associating an emotion to a gesture, or interpreting a character (such as an animal) led them to focus on the musical elements and gave them motivation for using this type of language. The use of the body as an expressive tool is part of daily life for somebody with hearing impairment and therefore these gestures are more easily transferable into the children’s musical learning.

During the past year we had the opportunity to collaborate with a school’s theatre group on an interpretation of the animal world. We proposed to our music students an activity to describe musically the scenes during the theatre performance by interpreting the actor’s body gestures into sounds. For example, during the imitation of an elephant by the theatre group, our students clearly visualised the different rhythmicity present in the movement of the elephant’s trunk (realised by the arm movement of one of the actors) and the movement of the ears (made by another actor). The children’s visual observations helped the teachers to introduce musical elements such as rhythm, speed and duration to synchronise with the actors’ actions. The sounds that described those movements were then analysed together (slow, fast, long, short, arrhythmic, rhythmic etc.) and finally transcribed using common musical signs or creating new symbols suitable for the children’s understanding.

This multisensory approach being much closer to the natural learning style of the children showed that the body can be played like a musical score made up of big and small gestures, rich in rhythmic patterns, volume, speed, timbre and many other elements. The visual nature of this activity allowed the children with hearing impairments to have a closer affinity with musical dialogue.

A full report on the project’s outcomes and research findings will be published by Creative Futures in the summer, along with a toolkit for music practitioners who work with HI children.

 

Tiziana Pozzo & Julian Knight, Creative Futures

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